1... 2... 3... STELLAAAAAAA!!!

L'universo a portata di bambino

La stella cicciona

Salve amico terrestre!

Certamente ricorderai cosa sia una stella, te ne ho parlato durante le nostre missioni.

Di recente ne è stata scoperta una molto particolare. E' stata chiamata G11.92–0.61 MM1 ed è una giovane ma gigantesca stella che sta ancora crescendo. Si trova a circa 11 mila anni luce da noi ed ha una massa pari ad almeno 30 volte quella del Sole, destinata, con molta probabilità, ancora ad aumentare dato che continua ad attirare a sé materia dalla nube in cui si è formata.

Questa stella è stata recentemente scoperta grazie ai radiotelescopi del Submillimeter Array (SMA), alle Hawaii, e del Very Large Array (VLA), nel New Mexico, ossia un insieme di particolari telescopi che sono diversi dai classici a cui generalmente ci riferiamo. I classici telescopi, infatti, ci mostrano, da vicino, un pianeta, una stella o la Luna come siamo abituati a vederli: si dice che osservano in luce visibile. Un radiotelescopio, invece, è un telescopio che rileva le onde radio emesse dai vari oggetti sparsi per l'Universo, generalmente grazie ad una grande antenna parabolica, o più antenne collegate. G11.92–0.61 MM1 è circondata da una densa nube di gas e polveri che la nascondono ed un telescopio classico non sarebbe mai stato in grado di rilevarla. 

Le misurazioni effettuate hanno anche permesso di individuare intorno alla stella un disco kepleriano ossia un disco di materia che ha una rotazione più rapida al centro che al bordo esterno.

Si è trattato di una scoperta molto preziosa se pensi quanto sia difficile scovare questi oggetti a causa della loro breve vita. Le stelle molto grandi, infatti, bruciando velocemente il combustibile che le alimenta, si formano in un arco di tempo molto breve, circa 100 mila anni, e, di conseguenza, si consumano molto in fretta e muoiono giovani. Individuarle in questo breve tempo è quindi molto difficile. Le stelle più piccole, come ad esempio il Sole, si formano invece nell'arco di milioni di anni divenendo molto meno rare e quindi più facili da individuare ed analizzare.

Fonte: AstronomiAmo

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